Son tutte belle le mamme del mondo

Maternity Blues

Uno spettacolo per donne, fatto da donne, ma che serve sopratutto agli uomini: per capire, ridendoci sopra, senza far finta di non vedere. Forse è questa la sintesi più adatta a descrivere ciò che sta dietro “Maternity Blues”, uno spettacolo scritto a sei mani da Isabella Cecchi, Francesca Censi e Gabriele Benucci, per la regia di Emanuele Barresi, sul tema della depressione post-partum e di tutto ciò che ruota attorno all’universo femminile prima e dopo la nascita. Un argomento ancor oggi per molti aspetti tabù, caratterizzato da un retaggio maschilista che ne ha sempre sminuito, fino a cancellarla, la portata (talvolta devastante) che il senso di inadeguatezza e la frustrazione che ne deriva possono produrre sulla psiche della neomamma.

Un’impresa non facile per gli autori, dunque, tenuto conto soprattutto della ferma volontà di trattare la questione con obiettività ma anche con leggerezza, con attenzione ma senza falsi pudori, con coinvolgimento ma anche con una giusta dose di cinica ironia. In una parola: divertendo ma facendo riflettere.

Tutto nasce nella sala d’attesa di un ospedale. Isabella e Francesca, braccio piegato a fare il “gesto dell’ombrello”, attendono con ansia i risultati dell’analisi del sangue: la prima perché sono tre anni che prova a restare incinta, la seconda perché è sicura di non esserlo a dispetto dei “piccoli, fastidiosi disturbi” che la affliggono ultimamente. Sognante e new age Isabella, donna in carriera Francesca, i loro caratteri cozzano. Ma lentamente, passando attraverso una serie di situazioni esilaranti, prenderà forma sotto i nostri occhi una spassosa ed intensa amicizia sul filo della depressione.

Hanno detto dello spettacolo:

Alcune foto dello spettacolo:

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